La Terrazza Martini di Genova

La Torre Piacentini, disegnata dagli architetti Marcello Piacentini e Angelo Invernizzi e costruita dal 1935 al 1940, è alta 108 metri e fu uno dei primi grattacieli costruiti in Europa; fu il grattacielo più alto d’Europa fino alla costruzione della Kotel’niceskaja nabereznaja di Mosca, nel 1952; fino al 1954, anno della mia nascita e della costruzione della Torre Breda di Milano, fu l’edificio abitato più alto d’Italia.

All’ultimo piano (il trentunesimo) ha ospitato fino agli anni ‘80 la terrazza Martini, oggi terrazza Colombo. L’interno riproduceva una nave; il panorama sulla città era bellissimo.

Le cartoline che qui allego, non viaggiate del 1967, mostrano anche gli interni della Terrazza Martini, che era punto di riferimento per numerosi eventi: riunioni, tavole rotonde, seminari, convegni, presentazioni, meeting, corsi di formazione, conferenze stampa. In base alle esigenze, lo spazio era personalizzato e la location si trasformava adeguandosi ad ogni occasione. Molto efficiente fu in particolare, nella veste di direttrice, la Marchesa Anna Cugia di Sant’Orsola.

Innumerevoli furono le celebrità e le personalità importanti che frequentarono la Terrazza: come si legge in un articolo pubblicato il 14 aprile 2019 su “La Stampa” di Torino, «Le terrazze Martini, dal 1948 – anno dell’inaugurazione di quella parigina – all’inizio degli anni ’90, sono state in tutto il mondo uno spazio di incontro e scambio di idee, una vetrina. Un luogo in cui sono passate star, cantanti, politici, medici e artisti».

La suggestiva location genovese compariva anche in un film di Gilberto Govi, “Che tempi!” di Giorgio Bianchi, del 1947 (che fra l’altro aveva un cast straordinario che comprendeva anche Walter Chiari, Alberto Sordi, Paolo Stoppa).

Anche io ho diversi ricordi relativi alla Terrazza genovese. In particolare, martedì 13 giugno 1967, in quella mitica Terrazza, mio padre (il M° Salvatore Pintacuda, docente del conservatorio “Paganini”), presentò il suo “Catalogo della biblioteca dell’Istituto Musicale Paganini”, pubblicato dall’Istituto Editoriale Italiano di Milano.

Quest’opera venne a collocarsi come n. 4 (e fu la più voluminosa) nella collana di cataloghi e bibliografie (“Bibliotheca Musicae”) diretta da Claudio Sartori, sotto il patronato del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano. Fu una delle più importanti pubblicazioni di mio padre, soprattutto perché riportò letteralmente alla luce testimonianze del tutto dimenticate di un grande passato musicale genovese (che non andava identificato soltanto in Paganini).

Di Mario Pintacuda

Nato a Genova il 2 marzo 1954. Ha frequentato il Liceo classico "Andrea D'Oria" e si è laureato in Lettere classiche con 110/110 e lode all'Università di Genova. Ha insegnato nei Licei dal 1979 al 2019. Ha pubblicato numerosi testi scolastici, adottati in tutto il territorio nazionale; svolge attività critica e saggistica. E' sposato con Silvana Ponte e ha un figlio, Andrea, nato a Palermo nel 2005.

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