Il testo analizza la celebre narrazione di Plinio il Giovane riguardante una casa infestata ad Atene, inserendola nel contesto delle credenze popolari e delle tradizioni letterarie antiche sugli spettri. Attraverso una lettera indirizzata a Licinio Sura, l’autore riporta l’esperienza del filosofo Atenodoro, il quale affronta con estrema razionalità l’apparizione di un vecchio in catene per risolvere il mistero della sua inquietudine. La vicenda si conclude con il ritrovamento di resti umani non sepolti, sottolineando l’importanza rituale della sepoltura nel mondo classico per garantire la pace dei defunti. L’analisi evidenzia il contrasto tra il rigore filosofico del protagonista e l’elemento soprannaturale, esplorando come Plinio cerchi di conferire veridicità a fatti straordinari. Infine, vengono proposti confronti con altre fonti, come Luciano di Samosata, per esaminare la diffusione e la rielaborazione di questo archetipo narrativo nella letteratura antica.