Nel dopoguerra a Palermo era molto diffusa la “sciallotta”, un gelato artigianale a forma di mattonella, che era inserito tra due croccanti rettangoli di wafer e venduto a sole dieci lire dagli ambulanti, nei loro caratteristici carrettini. Questo gelato si ispirava alla “charlotte” francese ripiena di crema bavarese, che aveva i lati costituiti da “pareti” di savoiardi.
I carrettini dei gelatai ambulanti avevano tre “pozzetti” con il tappo in acciaio (ognuno con un gusto di gelato), da cui il venditore prendeva il gelato prescelto e lo metteva nella cialda che teneva in mano, per poi chiudere il tutto ermeticamente aggiungendo l’altra cialda di sopra.
Le “sciallotte” potevano essere a due gusti (e in tal caso costavano 20 lire): grosso modo somigliavano a biscotti-gelato come il “Cucciolone” della Algida, ma erano ripiene di freschissimo gelato artigianale; con un affettuoso diminutivo indirizzato, soprattutto ai bambini, erano chiamate anche “sciallottine”.
Alcuni siti pessimisticamente definiscono “introvabili” questi gelati tradizionali (cfr. ad es. https://www.quntastories.it); ma non è affatto vero.
Io non devo fare molta strada per trovarle: a pochi metri da casa mia (e non lontano dalla centralissima Piazza Politeama) le “sciallottine” sono per ora reperibili ogni giorno, in una piccola ma ottima pasticceria-gelateria che continua a riproporre gelati e dolci tradizionali della Sicilia di una volta (ad es. le “bombette”, le “chiavi di san Pietro” – di cui ho parlato di recente -, il “gelato di campagna” – di cui mi riprometto di parlare presto, visto che si trova nei giorni del Festino -, i “pezzi duri”, ecc.).
Mio figlio, diciassettenne, ne è un patito e spesso va a comprarsele, con grande stupore e gioia del venditore che raramente si sente richiedere le “sciallotte” dai ragazzi.
Il fatto è che molti giovani ignorano (purtroppo) questi antichi gelati tradizionali e preferiscono acquistare al supermercato standardizzati gelati di produzione industriale. Ma io credo giusto che i genitori (ammesso che almeno loro se ne ricordino) facciano conoscere ed apprezzare le tradizioni locali ai propri figli: poi questi ultimi saranno liberi di seguirle o no, ma senza per questo cancellarle dalla memoria storica.
La suddetta benemerita gelateria non è certo l’unica a Palermo; basta cercare pazientemente: ad esempio, le “sciallotte” si trovano anche a Monreale, in una gelateria non lontana dal Duomo.