“E chistu è u novu amministratore”

Alcuni anni fa, nel mio condominio, l’assemblea decise di sostituire l’amministratore scegliendone uno nuovo.

Uno dei condomini, fautore del vecchio regime e ligio al proverbio siciliano “Megghiu u tintu provatu” (“meglio il male già provato”), si oppose fermamente alla nuova situazione e si riservò di osservare scrupolosamente e criticamente il comportamento del nuovo amministratore.

Pochissimi giorni dopo, infatti, rilevando una mancanza (non ricordo neanche più quale) del nuovo capo condomino, subito trionfalmente sbraitò in portineria: «E chistu è u novu amministratore!».

Questa frase storica mi è rimasta scolpita in mente. L’ho fatta mia e la ho usata in innumerevoli occasioni nel constatare come chi subentra a un predecessore (per quanto questi fosse carente) spesso finisca per farlo rimpiangere.

Oggi pomeriggio la suddetta frase mi è venuta in mente spontaneamente vedendo le condizioni ignominiose del centro di Palermo, che documento con tre foto scattate in pieno centro (a cinque minuti da Piazza Politeama).

L’acquazzone odierno, anziché depurare e ripulire l’aria e la città, è riuscito a riesumare dalle fogne il peggio del porcile palermitano: le strade sono un letamaio inenarrabile in cui il pedone dovrebbe procedere con uno scafandro (ah perché le mascherine sono ormai in decadenza! quanto hanno salvaguardato il nostro olfatto in questi anni!). Sacchetti di plastica, escrementi, cartacce, erba secca, sigarette, “munnizza” di ogni tipo.

Nel maggio scorso Roberto Lagalla, candidato sindaco di Palermo, dichiarava: “In sinergia con la Regione Siciliana, farò di Palermo una città pulita. Sarà questa la mia ossessione appena eletto”.

E chistu è u novu amministratore.

P.S.: Sono reduce da alcuni giorni a Vienna e in Austria. Sarebbe impietoso e crudele fare un qualunque paragone con la pulizia assoluta di quel Paese civilissimo (ivi compresi i quartieri periferici). Là trovare una carta per terra è praticamente impossibile, i marciapiedi sono tutti in perfette condizioni (qui è un susseguirsi di buche e rattoppi), le strisce pedonali perfettamente visibili (vicino casa mia le hanno rifatte il 7 luglio e già non si vedono più).

Si dirà: a Palermo è periodo di ferie (come se negli altri periodi la città fosse pulita). Ma se gli spazzini (si possono ancora chiamare così?) sono in ferie (tutti?), gli zozzoni locali in ferie non vanno mai. Dunque tappiamoci il naso, chiudiamo gli occhi e continuiamo come sempre.

Almeno però possiamo lamentarci e dire: «E chistu è u novu amministratore!»

PPS: A voler essere perfidi, vedendo le foto si potrebbe sottolineare il modo per lo meno creativo in cui si parcheggia impunemente in pieno centro di Palermo; ma figurarsi se si può pensare anche a questo…

Di Mario Pintacuda

Nato a Genova il 2 marzo 1954. Ha frequentato il Liceo classico "Andrea D'Oria" e si è laureato in Lettere classiche con 110/110 e lode all'Università di Genova. Ha insegnato nei Licei dal 1979 al 2019. Ha pubblicato numerosi testi scolastici, adottati in tutto il territorio nazionale; svolge attività critica e saggistica. E' sposato con Silvana Ponte e ha un figlio, Andrea, nato a Palermo nel 2005.

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