Pubblicità vintage: Genova 1966

Tre pubblicità del 1966, che ritrovo in “Genova – Rivista del Comune”, anno XLVI, n. 11, novembre 1966. Il sindaco era allora Augusto Pedullà, il direttore della rivista era Giuliano Balestreri (la sede era in Salita San Francesco 4).

Anzitutto osserviamo la réclame del Latte Oro della Nuova Centrale del Latte di Genova; questo latte viene definito “più digeribile, più nutriente” e inoltre (udite, udite!) è venduto “nel nuovo, moderno contenitore Tetrapak in carta paraffinata”. E quali sono i vantaggi? 1) “Elimina la fastidiosa restituzione delle bottiglie”; 2) “Offre maggior praticità ed evita i pericoli di rottura del vetro”. Evidentemente, in quell’epoca antidiluviana e barbarica, la carta non veniva riciclata e poteva essere “eliminata” senza problemi; le bottiglie di vetro, invece, erano fastidiosamente riportate al lattaio per essere riempite di nuovo ed erano altrettanto fastidiosamente fragili (e nemmeno riciclabili).

Io ricordo benissimo il latte della Centrale: era buonissimo, a differenza di tanti attuali prodotti industriali insapori, inodori e incolori. C’erano tante “latterie”: mio padre comprava il latte in corso Galliera, vicino casa nostra (stavamo in corso Sardegna); ne ricordo ancora la simpaticissima “lattaia”.

La seconda pubblicità presenta la nuova fiammante Fiat 124 Sport Spider, in vendita nella filiale Fiat di via Piave 5; le attrattive del modernissimo veicolo sono così sbandierate: “Novantasei cavalli e due cavalli a camme in testa. Cambio a 5 marce sincronizzate. 4 freni a disco con servofreno e correttore di frenata. Velocità 170 km/ora. Un nuovo stile sportivo insieme a un concetto dinamico e giovane del confort”. Chissà che folla, in via Piave! Ma solo di quelli che potevano permettersi una macchina sportiva del genere (noi avevamo una miserella Fiat 850)…

L’ultimo annuncio, sotto il titolo “Ritratto di famiglia”, pubblicizza le 44 navi dell’American Export Isbrandtsen Lines, la cui Direzione Generale era a Genova nel Palazzo Nuova Borsa. Questi “lussuosi transatlantici”, come dice il testo, “solcano i sette mari” e “trasportano in crociera tutto l’anno migliaia di passeggeri lungo le più suggestive rotte, dal Mediterraneo agli Stati Uniti ai Caraibi”; inoltre, “le modernissime e rapide navi mercantili trasportano tutto l’anno migliaia di tonnellate di merce di ogni tipo, consegnata ovunque in condizioni impeccabili e in orari perfetti”.

La American Export-Isbrandtsen Lines di New York era la compagnia navale che collegava la costa orientale degli USA al Mediterraneo; fu attiva dal 1919 al 1977. Su Internet ho trovato una foto del transatlantico Constitution al largo di Portofino nel 1967; ma non è un bel vedere, secondo me: la sagoma dell’immensa nave deturpa la bellezza del paesaggio.

Comunque sia, credo che quest’ultima pubblicità testimoni una vitalità dell’attività portuale genovese che temo sia decisamente in calo al giorno d’oggi.

Ma dobbiamo sempre rimpiangere i bei tempi andati, noi “boomers” ultrasessantenni, o dobbiamo rassegnarci (e forse è meglio) a venire a patti con questo nostro presente?

Di Mario Pintacuda

Nato a Genova il 2 marzo 1954. Ha frequentato il Liceo classico "Andrea D'Oria" e si è laureato in Lettere classiche con 110/110 e lode all'Università di Genova. Ha insegnato nei Licei dal 1979 al 2019. Ha pubblicato numerosi testi scolastici, adottati in tutto il territorio nazionale; svolge attività critica e saggistica. E' sposato con Silvana Ponte e ha un figlio, Andrea, nato a Palermo nel 2005.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *