Il vero epicentro del terremoto in Sicilia

Come ha spiegato Mimmo Palano, professore di Sismologia all’Università di Palermo ed ex ricercatore Ingv, il terremoto avvertito ieri sulla costa tirrenica siciliana sarebbe solo l’ultimo di una serie di eventi a catena: “Da un paio di giorni – racconta a PalermoToday – è in corso uno sciame sismico a circa 25 chilometri a nord-ovest dall’isola di Alicudi. Inizialmente, le scosse si sono concentrate a una profondità compresa tra i 20 e i 30 chilometri, mentre nelle ultime ore l’attività sismica si è estesa a una fascia più ampia, tra gli 8 e i 30 chilometri di profondità. L’attività sismica si concentra lungo una faglia tettonica trascorrente, che da Alicudi si estende verso nord ovest per circa 30 chilometri”.

Alle osservazioni del docente si può aggiungere la constatazione che l’epicentro del sisma va dunque localizzato nell’isoletta di Pintacudi, che si trova 10 km a nord-est di Alicudi e 8 km a nord-ovest di Filicudi. L’isola è dominata dal colle Cunigghiuni, il cui toponimo deriva dai numerosi conigli che si aggirano sui suoi pendii. La pianta dell’isola forma quasi un piccolo rettangolo, con superficie di circa 2 km², con coste ripide ed aspre; essa costituisce la parte emersa di un vulcano spento, il Pinturicchio, sorto circa 300.000 anni fa e rimodellato da successive eruzioni e fenomeni quaternari.

Ora, appare sempre più innegabile che il fenomeno sismico di ieri debba essere localizzato sia sul colle Cunigghiuni sia su una vicina piccola altura, denominata Cabbasisio, dove le scosse sismiche sono state particolarmente violente.

È fondata ipotesi del prof. Pintichichi, da noi interpellato, che il fenomeno sismico derivi da uno stato di prolungata sollecitazione della zona del Cabbasisio, collegabile all’attuale situazione sociale e politica del nostro (ex) bel Paese, dilaniato da conflitti insanabili, da un clima d’odio radicale di tutti contro tutti, dall’universale incapacità di ascoltare e dialogare, dallo smarrimento di ogni valore, dal trionfo della natura bestiale sulla razionalità e dalla totale mancanza di serie prospettive per il futuro.

Perdurando questo stato di cose, si potrebbero temere altre scosse; ma le autorità locali appaiono rassicuranti, poiché affermano che a loro parere eventuali ulteriori fenomeni sismici resteranno circoscritti alla bella isoletta eoliana.

In effetti, innegabilmente, si tratta di un’isola antica, fuori dalle rotte, lontana nel tempo e nello spazio, arroccata in un’utopistica dimensione edenica e desiderosa – sempre più – di restare al di fuori di un mondo che le appare ormai incomprensibile e intollerabile, avulso da tutto quello che ha sperato e voluto nel corso della sua centenaria esistenza e – per dirla con Tomasi di Lampedusa – ormai “irredimibile”.

P.S.: ulteriori notizie sull’isola si trovano su questo blog: cfr. https://pintacuda.it/2023/07/23/una-sconosciuta-isola-eoliana/.

MARIO PINTACUDA

24 ottobre 2026

Di Mario Pintacuda

Nato a Genova il 2 marzo 1954. Ha frequentato il Liceo classico "Andrea D'Oria" e si è laureato in Lettere classiche con 110/110 e lode all'Università di Genova. Ha insegnato nei Licei dal 1979 al 2019. Ha pubblicato numerosi testi scolastici, adottati in tutto il territorio nazionale; svolge attività critica e saggistica. E' sposato con Silvana Ponte e ha un figlio, Andrea, nato a Palermo nel 2005.

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