Il testo analizza la celebre narrazione di Plinio il Giovane riguardante una casa infestata ad Atene, inserendola nel contesto delle credenze popolari e delle tradizioni letterarie antiche sugli spettri. Attraverso una lettera indirizzata a Licinio Sura, l’autore riporta l’esperienza del filosofo Atenodoro, il quale affronta con estrema razionalità l’apparizione di un vecchio in catene per risolvere il mistero della sua inquietudine. La vicenda si conclude con il ritrovamento di resti umani non sepolti, sottolineando l’importanza rituale della sepoltura nel mondo classico per garantire la pace dei defunti. L’analisi evidenzia il contrasto tra il rigore filosofico del protagonista e l’elemento soprannaturale, esplorando come Plinio cerchi di conferire veridicità a fatti straordinari. Infine, vengono proposti confronti con altre fonti, come Luciano di Samosata, per esaminare la diffusione e la rielaborazione di questo archetipo narrativo nella letteratura antica.
Categoria: Lingua e letteratura latina
Medea diventa Medea: l’assassinio del fratello Apsirto
Quando pensiamo a Giasone e agli Argonauti, la nostra mente corre subito a un’avventura epica: un gruppo di eroi a bordo della nave Argo, guidati dal coraggioso Giasone, in viaggio… Continua a leggere Medea diventa Medea: l’assassinio del fratello Apsirto
“Hai ucciso ancora, come sempre”
“Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, t’ho visto – dentro il carro di… Continua a leggere “Hai ucciso ancora, come sempre”
Trump e i dazi sui vini: colpa del Latino
Come si legge sul sito dell’Agenzia ANSA, “Donald Trump minaccia l’Unione Europea con dazi del 200% su vini e champagne, alimentando i timori di una guerra commerciale a tutto campo… Continua a leggere Trump e i dazi sui vini: colpa del Latino
“Cives”
Ho appena ricevuto le prime copie del nuovo corso di Latino, “Cives”, che ho curato con la mia preziosa e insostituibile amica e collega Michela Venuto per la casa editrice… Continua a leggere “Cives”
Il “Notturno” di Alcmane e alcune sue riscritture
Per chi ha fatto studi classici, la più bella descrizione dell’infinita quiete notturna si trova in alcuni suggestivi versi del poeta greco Alcmane (VII-VI sec. a.C.), originario della Lidia (nell’attuale… Continua a leggere Il “Notturno” di Alcmane e alcune sue riscritture
Fonti antiche sulla fenice
Nel II libro delle sue Storie, ai capitoli 65-76, Erodoto presenta le notizie da lui raccolte sugli animali sacri dell’Egitto; rifuggendo dall’addentrarsi nell’analisi delle “cose divine” (τὰ θεῖα πράγματα), l’autore… Continua a leggere Fonti antiche sulla fenice
Paride “pastor perfidus”: l’Ode I 15 di Orazio
Il poeta latino Quinto Orazio Flacco, nato a Venosa nel 65 a. C., pubblica nel 23 a. C., dopo avervi lavorato per circa sette anni, una raccolta di tre libri… Continua a leggere Paride “pastor perfidus”: l’Ode I 15 di Orazio
Un’antica prelibatezza gastronomica: i ghiri
“Dormire come un ghiro”: questa espressione deriva dal fatto che il ghiro, piccolo roditore, molto attivo di notte, trascorre le sue giornate sonnecchiando e passa poi circa sei mesi all’anno… Continua a leggere Un’antica prelibatezza gastronomica: i ghiri
Seneca e il ricordo dei defunti
Nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, ho riletto una lettera di Seneca all’amico e discepolo Lucilio, la n. 63 della raccolta. Lucilio è addolorato per la morte di un… Continua a leggere Seneca e il ricordo dei defunti